Verniciatura a liquido
Dal trasparente che protegge una brunitura all'effetto marmo tirato a mano: il ciclo a liquido chiude quasi tutte le finiture del campionario.
Liquid painting

La verniciatura a liquido ha due ruoli diversi in questo ciclo. Il primo è protettivo: è il trasparente che ferma un'ossidazione e la conserva nel tempo, e che su una finitura trasparente o satinata è l'unico strato fra il metallo e l'aria. Il secondo è decorativo: è la tecnica con cui si costruiscono gli effetti marmo e le finiture materiche, dove il colore non viene dal metallo ma viene disegnato sopra di esso.
In entrambi i casi il risultato si decide nella preparazione. La superficie deve essere pulita, sgrassata e omogenea: qualunque residuo diventa un difetto visibile, e sotto un trasparente non c'è nulla che lo nasconda. Dove serve, si applica un fondo che uniforma l'assorbimento e dà aggrappaggio; la scelta del fondo cambia in funzione del metallo e dell'aspetto finale.
Gli effetti marmo sono un lavoro a più mani. Si stende il fondo, si tirano le venature a pennello fine o a spugna, si aggiustano i contrasti, si chiude con un trasparente che fissa il disegno e stabilisce la lucentezza. Ogni pezzo è disegnato singolarmente: su superfici affiancate la continuità e la direzione delle venature vanno concordate prima, perché sono una scelta di progetto e non un dettaglio esecutivo.
La lucentezza va indicata esplicitamente. Opaco, satinato e lucido cambiano radicalmente la percezione dello stesso colore: un nero opaco assorbe la luce e appiattisce il volume, lo stesso nero lucido restituisce ogni riflesso dell'ambiente e mostra ogni ondulazione della lamiera. Non c'è una scelta migliore in assoluto, c'è quella coerente con il pezzo e con il luogo in cui starà.
Prima della consegna la superficie va controllata in luce radente, che è il modo in cui i difetti si vedono davvero: a quel punto il pezzo passa all'assemblaggio o direttamente all'imballo, dove la prima regola è non toccarlo più del necessario.






